Maria Pia Perrino ci racconta il suo ultimo romanzo “Una famiglia leggera”

Abbiamo incontrato l’autrice Maria Pia Perrino e le abbiamo chiesto di raccontarci del suo nuovo romanzo “Una famiglia leggera” pubblicato da Scatole Parlanti. Ecco cosa ne è venuto fuori.

 

Il tuo romanzo racconta la storia di Rosa e di come la vita la conduca a un certo punto a tessere relazioni affettive e familiari non convenzionali. Come nasce l’idea di questa narrazione?

Mi è capitato di conoscere una ragazza madre immigrata. Mi ha fatto tanta tenerezza.  Ho immaginato quanto fosse difficile per lei vivere qui in Italia sola con il suo bambino. Mi sono resa conto che aveva bisogno non solo di maggiori supporti assistenziali ma anche affettivi e ho riflettuto su quanto sia ristretta la cerchia dell’affettività se si restringe ai soli parenti consanguinei.

 

Perché hai sentito l’esigenza, se è così, di scrivere questa storia e di non chiuderla in un cassetto ma di farla conoscere a più persone?

Il mio non è un trattato sulla famiglia non tradizionale, è un romanzo. Ho costruito una storia, traendo spunto anche da ricordi autobiografici, sul valore aggiunto che possono apportare alla nostra vita le relazioni umane non imposte. Stare insieme, come è capitato ai protagonisti del romanzo (Arturo, Marta e Rosa) per una libera scelta, comporta consapevolezza dell’importanza del rapporto, rispetto reciproco, responsabilizzazione nei confronti della vita dell’altro. È quello che vivono questi ragazzi nell’esperienza della famiglia leggera, ancora di più nei confronti di Eva, la bimba, figlia di Rosa che ha perso il padre ancora prima di nascere a cui i miei protagonisti hanno regalato comunque una famiglia.

 

Quale riflessione vorresti smuovere in chi ti leggerà?

Non una ma tante riflessioni. Sulla gioia di condividere, sull’aprirsi agli altri. Sul non farci dominare dalla diffidenza nelle relazioni, sul rischio della precarietà dei rapporti umani difronte a eventi della vita come la malattia e la morte. I miei protagonisti avevano costruito rapporti talmente solidi che sono rimasti saldi nelle loro radici e non sono mai stati spazzati dalle vicende della vita.

 

Che cos’è per te la scrittura oggi? Cosa provi quando scrivi?

È difficile dire cosa rappresenti per me la scrittura in generale. Io leggo prevalentemente libri scritti da donne impegnate nel loro riscatto. Provengo dal sud e ho ancora ricordi vivi su cosa fosse il sud di cinquant’anni fa per le donne.

 

A quale autore o autrice devi un debito di riconoscenza per la tua scrittura? In altre parole, ci sono autori che ti hanno spronato a scrivere e perché?

Un’autrice che ha indubbiamente concorso alla mia crescita e aperto la strada al mio interesse per la scrittura è stata Marie Cardinal con il suo libro “Le parole per dirlo “. L’ho letto forse cinquant’anni fa durante il ginnasio. Mi si è aperto un mondo, ho capito l’importanza dello sguardo introspettivo su sé stessi e che dalla sofferenza si può passare a forme sempre più evolute di liberazione. Ho scoperto cosa fosse la psicoterapia che per me rappresenta il grimaldello più efficace per uscire dalla sofferenza.

 

L’autrice

Maria Pia Perrino è nata a Ceglie Messapica (BR) nel 1957. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per la Regione Toscana occupandosi a lungo di diritti dei detenuti, minori e difesa civica. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo libro, Finché vola l’aquilone (Porto Seguro Editore), segnalato nell’ambito del premio internazionale “Mario Luzi”. Una famiglia leggera è il suo secondo romanzo.